A Podere Borgaruccio coltiviamo l'armonia

    La terra di Borgaruccio

    L'Azienda agricola biologica e biodinamica Podere Borgaruccio è uno degli antichi poderi di Peccioli (Pisa). 
Si estende su una superficie collinare di circa 12 ettari, che si affaccia sulla Valdera.
    Fino agli anni '50 al Podere Borgaruccio lavoravano ben otto famiglie, tutti mezzadri alle dipendenze della contessa Matteucci, e quattro di queste famiglie vivevano nel fabbricato dove oggi viviamo noi, in miseri alloggi fatti di due stanze. Una stanza per il giorno ed una per la notte.

    Quando la contessa si trovò in difficoltà economiche, vendette le proprie terre a quei mezzadri che l'avrebbero coltivata per oltre mezzo secolo prima di consegnarla a noi.

    Qua il vino non si compra, qua il vino si fa

    La vigna e l'ulivo qui si coltivano da sempre. Fondamentalmente perché non ci puoi coltivare altro, se non forse alberi da frutto e orti. Comunque questa zona della Toscana è fatta di piccoli appezzamenti, con una miriade di proprietari, prevalentemente anziani, contadini orgogliosi, ostinati e infaticabili.

    Da queste parti ogni famiglia ha una piccola vigna, o una parente, uno zio, un nonno, che ha una vigna. Il vino non si compra, qua il vino si fa. 
Al Podere Borgaruccio la vigna esiste da quando vi è arrivato l'uomo e qui, da sempre, si coltivano vitigni autoctoni: Sangiovese, Ciliegiolo, Canaiolo e poi Trebbiano, Malvasia e San Colombano.
 Quest'ultimo, un tempo uva da tavola pregiata con chicchi piccoli, densi e dolci, fu portato a Peccioli dai seguaci di San Colombano e per gli abitanti della zona è diventata un simbolo.
    Quest'uva veniva raccolta con perizia: i grappoli migliori raccolti a due a due e dispositi in piccoli cestini di vimini che venivano esportati in tutta Europa. Il San Colombano, però, è troppo delicato: basta un po' di sole in eccesso ed i chicchi si macchiano e diventano invendibili. E la raccolta a mano costa. Poi sono arrivati i cloni di uva da tavola con quei bei chicchi grossi, senza acini, la buccia di legno e completamente insapori, che rendono bene, specialmente se li tratti con la chimica e li raccogli a macchina.
    Oggi l'uva Colombana è una rarità e si usa ancora per vinificare il Vin Santo. Quello vero intendo, non "Il Santo". Noi la usiamo insieme al Trebbiano e alla Malvasia per vinificare il nostro Era.


    Il parco agricolo

    Al Podere Borgaruccio si può accedere solo da una strada ed è isolato da almeno tre lati: da Sud-Est a Sud-Ovest c'è la ripa, un calanco di tufo di 150 metri che ogni estate ospita uccelli migratori che vengono qui per il rito dell'accoppiamento.
    A Nord c'è un fitto canalone boschivo che arriva al fiume Era e che ospita una grande quantità di specie animale ed è accessibile solo alla cagnara della caccia al cinghiale.

    Ogni palmo di Borgaruccio è diverso dall'altro: la terra varia in composizione di sabbie sedimentarie di tufo, limo e argille ma ovunque affiorano resti di fossili marini. La facies salmastra, come la chiamano i geologi, è indice della foce di un fiume che presumibilmente nel Pleistocene occupava tutta la Valdera.

    Climaticamente, nonostante le piccola estensione, è possibile distinguere almeno quattro zone microclimatiche diverse e caratterizzate dagli elementi prevalenti: fuoco, terra, acqua o aria. Ecco perché è importante conoscere ogni palmo di questa Terra per capirla e per interpretarla.
 
    È un processo di apprendimento continuo che sto ancora perseguendo.

     

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