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    Essere Vignaiolo

    Sono Stefano e sono un vignaiolo.


    Lavoro la Terra di Borgaruccio e questa è la mia terra.

    Qualcuno mi chiama l'ingegnere-vignaiolo, in parte per la mia formazione e in parte, credo, per il mio approccio metodico alle cose. 
Ingegnere per necessità e Vignaiolo per passione.
 Non ho ereditato questo posto ma sono giunto qui, insieme alla mia famiglia, per una precisa scelta di vita; o forse perché, guidato da qualche strano gioco del destino, questa Terra voleva che giungessi qui.

    Alla ricerca di me stesso

    Sono Vignaiolo non solo per fare il vino, e lavoro questa Terra non solo per Lei. Sono diventato Vignaiolo cercando me stesso.
 Arrivare fin qui non è stato semplice. Ho dovuto attraversare il deserto ed ho portato la mia famiglia in viaggio con me. Ho rinunciato agli agi della vita borghese per sporcarmi le mani e spaccarmi la schiena. Mi sono smarrito più volte ed ho fatto tanti errori, ma ho sempre ritrovato la via con caparbietà ed umiltà. 
Attraversando il deserto mi hanno guidato i valori di sostenibilità, ospitalità e solidarietà non in senso nostalgico, ma come concreto atto sociale ed ecologico.
    
Quando sono giunto qui, nel 2006, questa Terra era morta e le vigne erano in fin di vita. Decenni di fertilizzanti chimici, pesticidi, trattamenti sistemici e diserbanti, avevano distrutto tutto, avevano portato Azrael, l'Angelo della Morte: la macchia aveva invaso grandi appezzamenti di terra ed il selvatico stava gradualmente sostituendo il domestico; la terra della ripa, al limitare del grande calanco che si affaccia sulla Valdera, era in via di desertificazione e non vi cresceva neanche un filo d'erba.
 Da subito abbiamo iniziato la conversione all'agricoltura biologica ma è stato come tentare di nutrire un malato intubato con delle bistecche. Semplicemente troppo.
    Infatti nel 2008 e nel 2009 il mal dell'esca aveva fatto strage di viti ed abbiamo capito che c'era ancora qualcosa di profondamente sbagliato: occorreva un cambiamento, un cambiamento radicale.

    È stato allora che abbiamo scoperto l'Antroposofia ed il metodo Biodinamico. In quel preciso momento ho capito che non era un caso che fossimo arrivati fin qui, al termine del nostro viaggio attraverso il deserto.
    
Mi chiamo Stefano e faccio il Vignaiolo.
 Mi chiamano l'Ingegnere-Vignaiolo perché non sono quello che voglio essere, ma sono quello che sono chiamato a fare.
    Stefano Gonnelli


     

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