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    logo-borgaruccio-curiosita.gifL'immagine del nostro logo è tratta dalle Ruote di Ezechiele, una miniatura conservata nel Liber Figurarum del XIII secolo, opera del monaco Gioacchino da Fiore (1145-1202).
    Monaco cistercense, predicatore e profeta, Gioacchino da Fiore aveva legato strettamente tra di loro ideali di riforma religiosa, esegesi biblica, interpretazione della storia e visione profetica.
    Egli insegnava a leggere la Bibbia andando al di là del senso letterale, così da cogliere il senso spirituale, il gioco delle corrispondenze numeriche, e riuscire a vedere nelle vicende umane, il progressivo manifestarsi della Trinità.
    Egli offriva schemi interpretativi entro cui collocare il passato, il presente, il futuro. E tutto questo non era affidato soltanto alle parole, ma anche alle immagini: nel Liber Figurarum, infatti, immagini e testi costituiscono un tutto unico.
    I seguaci di Gioacchino da Fiore cercarono – fino al Cinquecento inoltrato – di interpretare i fatti a loro contemporanei inserendoli nel quadro profetico delineato dal loro maestro, e per fare questo consultarono i testi e le immagini delle opere del monaco.
    Oggi il ciclo di immagini miste contenute nel Liber Figurarum ci è giunto attraverso due manoscritti, conservati nelle Biblioteche del Seminario di Reggio Emilia e del Corpus Cristi College di Oxford.

    Le immagini come quelle del Liber Figurarum illustrano i testi biblici, li sintetizzano, li commentano e li creano. Esse hanno il compito di farci capire e ricordare. Gioacchino da Fiore stesso scrive in merito alle sue figure: «poiché la capacità di comprensione della mente, spesso occupata e distratta, può venir meno, pensiamo» valga «la pena di rappresentare gli argomenti di cui trattiamo attraverso le immagini di alberi spirituali, così che ciò che l'occhio del corpo vede, l'occhio della mente lo possa illuminare».
    Dunque le immagini di questa opera, con tutto il loro carico di significati, hanno il compito non solo di far ricordare eventi biblici, ma di interpretare, attraverso questi ricordi del passato testamentario, il presente di chi vive e legge l'opera di Gioacchino e di prevedere il futuro.

    In particolare l'immagine delle Ruote di Ezechiele illustrano un passo del Libro del Profeta Ezechiele (I, 5-21 – X, 14). Essa rappresenta il misterioso cocchio che, nella visione di Ezechiele, trasporta il trono divino. I quattro Cherubini sono designati con i nomi dei quattro esseri che apparvero a Giovanni nella visione dell'Apocalisse (IV, 1-11): uomo, bue, leone e aquila.
    Ognuno di questi esseri ha significati piuttosto complessi, che l'immagine del Liber Figurarum così condensa con una serie di scritte:
    UOMO (homo): Umiltà – Incarnazione e nascita di Cristo – Ordine dei dottori – Intelligenza morale delle scritture;
    VITELLO (vites): Pazienza – Passione e morte di Cristo – Ordine dei Martiri – Intelligenza storica delle scritture;
    LEONE (leo): Fede – Resurrezione di Gesù – Ordine dei Padri – Intelligenza tipica delle scritture;
    AQUILA (aqila): Speranza – Ascensione in cielo di Gesù – Ordine dei contemplativi – Intelligenza contemplativa e analogica delle scritture.
    Infine le quattro ruote sono intersecate dalle circonferenze di due ruote più grandi e concentriche al cui centro domina la Carità (Caritas).

    Rivisitando l'immagine di Gioacchino da Fiore noi di Borgaruccio abbiamo sostituito a ciascuno dei quattro elementi originari i quattro elementi su cui si basa l'agricoltura biodinamica:
    TELLUS, ovvero terra in corrispondenza della parola VITELLO
    AQUA, ovvero acqua in corrispondenza dellam parola UOMO
    AER, ovvero aria in corrispondenza della parola AQUILA
    IGNIS, ovvero fuoco in corrispondenza della parola LEONE.
    Al centro dei sei cerchi la lettera B, di Borgaruccio, condensa il senso del lavoro armonico tra i quattro elementi.


     

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