Qua dove il vino è vigna: i prodotti di Podere Borgaruccio

    Un vino si può fare in molti modi, e ognuno lo fa secondo coscienza. Io questo vino lo faccio così, semplicemente, con uve delle mie vigne, coltivate secondo il metodo biodinamico e trasformate seguendo il naturale processo di vinificazione. Questo vino è espressione della mia terra. Questo vino è vigna.

    Stefano Gonnelli

    Voglio dirlo chiaramente: io non so niente del vino e della viticultura!
    Mi sono avvicinato al mondo del vino con gli occhi e l'ingenuità di un bambino, e sono troppo giovane per parlarne tout-court, troppo inesperto per confrontarmi con chi nel vino ci è nato e lo ha nel proprio DNA.
    Lungi da me quindi la tentazione di assumere atteggiamenti declamatori o moralistici perché troppo facilmente cadrei nelle contraddizioni di colui che è alle prime armi.
    Ogni viticoltore fa il vino come vuole ed io posso parlare del mio e del mio soltanto.

    Se ripenso ai nostri inizi al Podere Borgaruccio tra le tante frasi che mi sono sentito dire, una di quelle che più mi è rimasta impressa è stata: "Devi essere orgoglioso di aver prodotto un vino di vigna con questa qualità!"
    Già, perché evidentemente esiste un vino non di vigna e chiunque può fare vino e farlo con le caratteristiche che vuole. Basta muoversi oculatamente sul mercato, avere un buon wine-maker o applicare molta tecnico-chimica di cantina.

    Ma io, ingenuamente, avevo una visione poetica ed idealizzata dell'essere vignaiolo ed avevo semplicemente comprato questa terra e queste vigne vecchie di 50 anni perché era naturale continuare a fare il vino con l'uva di questa vigna.

 Ma i falsi profeti mi dicevano: "Guarda che il Sangiovese impasta la lingua e all'estero ormai comprano solo tagli bordolesi". Oppure: "Il Trebbiano faresti meglio a espiantarlo tutto perché non se lo beve più nessuno ed il mercato vuole solo vini profumati".
    Così, confuso e rassegnato, mi affidai alla tecnica di cantina: "Solo così - mi dicevo - solo grazie a questo know-how, posso sperare di vendere il mio vino. Senza questo know-how chiunque potrebbe fare del buon vino!"

    Il fattore più importante: la vigna

    Ed in questa confusione trascurai il fattore più importante: la vigna. 
E la vigna mi stava abbandonando, come un figlio abbandona un genitore troppo assente.
    È stato ascoltando i messaggi che mi giungevano dalla Terra e grazie alla scoperta della Biodinamica e della filosofia antroposofica che ho capito che dovevo invertire la rotta e tornare a rivolgere il mio sguardo alla vigna.

    Il vino è vigna, semplicemente.
    Ne è l'espressione autentica e pura. Tutto il resto verrà da sé, se non farò errori eclatanti.


     

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